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intervista

Siciliani nel cuore!

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Una storia come tante, quella di un caposala siciliano (Nicola Bertolino) neanche troppo conosciuto che, dopo un'esperienza lavorativa in Austria (Innsbruck), decide di lasciare tutto (anche un'ottima retribuzione) per tornare nella sua terra, la Sicilia ed esattamente a Trapani.

Esiste davvero il mal di Sicilia! Quel male subdolo, insapore, inodore, ma che ti prende e non ti lascia possibilità. Senti che devi ritornare! Così esordisce Nicola Bertolino, da noi raggiunto per parlarci della sua esperienza diretta, della sua scelta molto sofferta ma diventata improrogabile. E così si rientra, con un bagaglio di esperienza ancor più corposo, acquisito in una militanza di sala nella capitale del Tirolo, esattamente a Innsbruck, da sempre meta per gli sport invernali.

Un buono stipendio, un buon lavoro, ma qualcosa manca e forse la freddezza dei luoghi, ma anche quella dei rapporti umani, fa maturare giorno dopo giorno la decisione che rientrare nella propria terra si può e forse, per meglio vivere, si deve. Non si può soccombere per necessità lavorative alla sia pur superata necessità come dinamica di vita, di avere la famiglia, gli amici e i luoghi cari, più vicini.

Si torna a lavorare con e per un amico, titolare di una trattoria-pizzeria (La Tavernetta), a due passi dalla via principale di Trapani (via Fardella), dove i valori dei rapporti umani hanno ancora un peso, peraltro ben contrassegnati dalla presenza in cucina di una cuoca d'eccezione (la zia Daniela) e da un esperto pizzaiolo (il titolare Salvo Serafico) che ancora oggi riesce a dialogare con i suoi impasti di farina e lievito madre. Parliamo di un’esperienza, ma chissà quanti lavoratori si ritroveranno in questa storia che simboleggia un carattere ben definito, quello dei siciliani e del loro profondo amore per la propria terra, spesso non contraccambiato da pari opportunità lavorative che offrono altri paesi europei.

Questa è stata inizialmente la scelta di partire da parte di Nicola, una scelta essenzialmente economica ma che inevitabilmente dal punto di vista caratteriale, ha portato a un ripensamento. Per la nostra Sicilia queste rappresentano opportunità perse, occasioni uniche per far convivere questo immenso trascinamento emotivo con le opportunità di una vita lavorativa soddisfacente ed economicamente sostenibile. Siciliani nel cuore, ma non nel portafoglio, quindi egoisti e forse non avvezzi a un amore più grande, quello per la comunità, per il bene comune, per la condivisione di un luogo da rispettare, senza se e senza ma.

Questo scritto giornalistico vuole rappresentare esattamente ciò: da un lato l’amore per la propria terra, dall'altro l'impossibilità di amarla come si dovrebbe! Spesso, però prevalgono l’amore e il trasporto per un'indicibile sentimento, anche sacrificando uno degli aspetti del lavoro, cioè la giusta retribuzione e la valorizzazione delle capacità acquisite. In questo specifico caso, l’accoglienza di un datore di lavoro che ha saputo cogliere l'opportunità di avere un collaboratore capace, ha generato un rientro equilibrato. In bocca al lupo (così si usa dire) a tutti quelli che decidono di tornare! Sarà nostra cura, da utenti, potere apprezzare le bontà e i sapori che un’attività di ristorazione offre a chi ancora crede (a ragione) nella qualità, non solo dei nostri prodotti, ma anche nell'unicità' dei rapporti umani di questa terra.

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Questa è un'intervista pubblicata il 30-04-2024 alle 16:36 sul giornale del 02 maggio 2024 - 40 letture






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