Mafia, dopo 25 anni Giovanni Brusca torna libero: le reazioni

4' di lettura 01/06/2021 - Lascia il carcere dopo 25 anni il boss Giovanni Brusca, fedelissimo di Totò Riina, poi diventato collaboratore di giustizia.

Torna così in libertà a 64 anni il killer mafioso che ha azionato il telecomando nella strage di Capaci e fatto sciogliere nell'acido il piccolo Giuseppe Di Matteo. Un esito annunciato e scontato, dato che sono stati applicati i benefici previsti dalla legge per i pentiti di mafia. Una legge voluta dallo stesso Giovanni Falcone come strumento per combattere Cosa Nostra, assieme al 41 bis e all'ergastolo ostativo. Ma che ha comunque scatenato le reazioni più critiche, dai familiari delle vittime al mondo della politica.

"La scarcerazione di Giovanni Brusca richiama ancora una volta le sofferenze delle vittime e dei loro familiari e riaccende ancora più forte la loro indignazione. Questo momento conferma quanto bisogno vi sia ancora di verità e giustizia nel nostro Paese", ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

"Sapere che Brusca è, oggi, uomo libero lascia senza parole. La Legge è legge, si dirà. Ma se una norma è palesemente sbagliata va cambiata. Magari non potrà più servire per Brusca ma servirà almeno ad evitare un altro caso simile. Di fronte agli 'sconti' concessi a chi ha ordinato oltre cento omicidi, sia comunque serratissima la vigilanza. Per scongiurare che la libertà barattata possa, Dio non voglia, fornirgli anche la più remota possibilità di tornare ad essere il mostro che è stato". Così il presidente della Regione Nello Musumeci.

"È stato un pugno nello stomaco che lascia senza respiro e ti chiedi come sia possibile. La sorella di Falcone ricorda a tutti che quella legge applicata oggi l’ha voluta anche suo fratello, che ha consentito tanti arresti e di scardinare le attività mafiose, ma è un pugno nello stomaco", ha detto il segretario del Pd Enrico Letta. "Non è questa la 'giustizia' che gli Italiani si meritano", ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini.

"Umanamente non si potrà mai perdonare. Per me il dolore della morte di mio fratello non si rimarginerà mai, per mia madre la sofferenza è ancora più grande". Così Nicola Di Matteo, fratello del piccolo Giuseppe, il bambino rapito nel 1993 e ucciso su ordine di Brusca. "Ma abbiamo fiducia nella magistratura che ci è stata sempre vicina. Se non crediamo nella magistratura non crediamo più nello Stato. Brusca ha ucciso mio fratello ma espiato la pena nel rispetto della legge".

Così Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone: "La scarcerazione di Brusca è un’offesa grandissima, non solo nei miei confronti e nei confronti di noi vittime. Il nostro dolore, per lo Stato e per questa giustizia, evidentemente, non conta nulla. Occorre indignarsi: non solo io, tutti gli italiani devono essere mossi dall’indignazione".

"Umanamente è una notizia che mi addolora - ha detto Maria Falcone, sorella del giudice ucciso nella strage di Capaci - ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata. Mi auguro solo che magistratura e le forze dell’ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere, visto che stiamo parlando di un soggetto che ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia assai tortuoso".

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo ucciso nella strage di via D’Amelio: "La liberazione di Brusca, che per me avrebbe dovuto finire i suoi giorni in cella, è una cosa che umanamente ripugna. Però, quella dello Stato contro la mafia è, o almeno dovrebbe essere, una guerra e in guerra è necessario anche accettare delle cose che ripugnano. Bisogna accettare la legge anche quando è duro farlo, come in questo caso".

"Questa legislazione premiale per i collaboratori di giustizia - ricorda - fa parte di un pacchetto voluto da un grande stratega, Giovanni Falcone, per combattere la mafia, dentro ci sono l’ergastolo ostativo, il 41 bis. Va considerata nella sua interezza ed è indispensabile se si vuole veramente vincere questa guerra contro la criminalità organizzata".

___________________________________________
È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Telegram, cliccando nei link della tabella sotto e iscrivendosi GRATUITAMENTE.
Sono attivi anche i nostri canali social: Facebook e Twitter, per trovarli basta cliccare nei link della tabella sotto.

Città Telegram Social
Agrigento @vivereagrigento FB
Caltanissetta @viverecaltanissetta FB - Twitter
Catania @viverecatania FB - Twitter
Enna @vivereenna FB - Twitter
Messina @viveremessina FB - Twitter
Palermo @viverepalermo FB - Twitter
Ragusa @vivereragusa FB - Twitter
Siracusa @viveresiracusa FB - Twitter
Trapani @viveretrapani FB





Questo è un articolo pubblicato il 01-06-2021 alle 12:10 sul giornale del 03 giugno 2021 - 125 letture

In questo articolo si parla di cronaca, mafia, marco vitaloni, articolo, giovanni brusca

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/b5sa





logoEV